Podere Le Boncie - “Le Trame” IGT Toscana 2018
Podere Le Boncie - “Le Trame” IGT Toscana 2018
Le Trame segue le linee guida di un Chianti Classico, ma per disaccordi con il consorzio del Chianti Classico Giovanna Morganti decise di produrre solo IGT senza aderire al disciplinare. Realizzato con quasi esclusivamente Sangiovese e un piccolo blend di Canaiolo, Colorino, Mammolo, Foglia Tonda e Ciliegiolo coltivati ad alberello su suoli ricchi di alberese. L'impianto è ad alta densità con circa 7000 piante per ettaro gestito secondo biodinamica.
La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni e avviene in tini di legno aperti con 15-20 giorni di macerazione. Il vino affina poi per 24 mesi circa in botti grandi di legno da 500 ettolitri.
Non è un vino immediato, ma è un'interpretazione schietta del territorio di San Felice, con una struttura elegante e fitta, un vino che premia la pazienza di chi lo sa attendere, in bottiglia e nel bicchiere.
Giovanna Morganti del Podere Le Boncie è considerata una delle voci più autorevoli della nuova generazione di vignaioli toscani. Figlia dell’enologo Enzo Morganti (protagonista del Chianti degli anni ’50-’60), nel 1980 ha ereditato dal padre la piccola azienda agricola “Le Boncie” immersa nei boschi di San Felice. Oggi conduce 4 ettari di vigne collinari a 350–400 m s.l.m. (oltre a olivi), impiantati ad alta densità (7000 ceppi/ha) e allevati ad alberello. In questi vigneti Morganti coltiva Sangiovese insieme a blend di varietà locali (Ciliegiolo, Colorino, Foglia Tonda, Mammolo, Prugnolo), pratica ripresa dei sistemi tradizionali chiantigiani.
Dal punto di vista agronomico, il Podere Le Boncie ha rappresentato una provocazione di autenticità: Morganti ha “strappato” questi pochi ettari al vino industriale, dedicandosi a un’agricoltura a bassi input e sostenibile. La sua filosofia si riflette nella cantina: vinifica senza lieviti selezionati (solo fermentazioni spontanee in tini di rovere aperti), macera in modo tradizionale (10–20 giorni), segue lunghe maturazioni in botti grandi e limita drastica i trattamenti. I suoi vini sono descritti come “veri, autentici” e “un atto d’amore verso il territorio”.
Giovanna Morganti con Podere le Boncie ha contribuito a valorizzare l’identità storica del Chianti Classico. Fin dagli anni ’90 è stata tra i fondatori del movimento dei vini naturali in Italia, riflettendo con forza sul ruolo del produttore e criticando apertamente le imposizioni di mercato. Grazie al suo lavoro Podere Le Boncie è riconosciuto come una delle realtà “tradizionaliste” più interessanti della zona e ha ispirato altri piccoli produttori a riscoprire vitigni antichi e pratiche agricole rispettose.
Il metodo agronomico si basa sui principi biologici e biodinamici. Il suolo viene lavorato meccanicamente (aratura annuale) per preservarne la vitalità, senza diserbi o concimazioni chimiche. Le piante, allevate ad alberello su sesti antichi, sono potate con severità per controllare la resa e ottenere uve di alta qualità. Nella vinificazione tutto è al naturale: si usano solo lieviti indigeni, fermentazioni spontanee in tini aperti e affinamenti in botti di legno usate. Morganti evita qualsiasi enologia invasiva (nessuna chiarifica o filtrazione spinta) per lasciare che il vino esprima appieno il terroir. In questo modo intende “proteggere l’integrità” del vigneto e del paesaggio, convinta che il vino debba raccontare il luogo e non le tecniche moderne.
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