Barolo DOCG "Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe" 2017 - Cavallotto
Barolo DOCG "Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe" 2017 - Cavallotto
Il cuore della tenuta Cavallotto batte nel cru Bricco Boschis, a Castiglione Falletto, e la Vigna San Giuseppe ne rappresenta il vertice assoluto. Un Barolo Riserva da viti vecchie, allevate con rigore e rispetto, che racconta una storia di famiglia, terra e profondità.
Il territorio
Siamo nel cuore della zona del Barolo, a Castiglione Falletto, dove il paesaggio è un mosaico di colline ordinate e pendii esposti al sole. Il Bricco Boschis è un cru storico, che guarda a sud-ovest da circa 300 metri di altitudine, e gode di una ventilazione naturale che favorisce l'equilibrio tra maturità e freschezza. La Vigna San Giuseppe è una parcella di circa 2,4 ettari, la più vocata della collina, piantata a Nebbiolo con viti di oltre 50 anni, radicate in suoli complessi a base di marne grigio-azzurre di origine tortoniana, ricche di argille e sabbie fini.
La cantina
La famiglia Cavallotto è una delle realtà più solide e fedeli alla tradizione del Barolo. Dal 1928 coltiva e vinifica esclusivamente uve di proprietà. L'approccio è integralmente biologico, certificato e non industrializzato: nessun diserbo chimico, nessun lievito selezionato, affinamenti lenti e lunghi in botti grandi di rovere di Slavonia. La cantina è scavata direttamente sotto la collina del Bricco Boschis, in ambienti semi-interrati a temperatura costante.
L’annata 2017
Annata calda e precoce, ma ben gestita nelle vigne di Cavallotto. Dopo una primavera asciutta, l’estate ha alternato calore intenso a piogge puntuali, permettendo un equilibrio tra zucchero e acidità. La vendemmia, manuale e attenta, si è svolta tra fine settembre e inizio ottobre, con uve perfettamente sane e mature.
Vinificazione e affinamento
Fermentazione spontanea in vasche di cemento per circa un mese, con follature manuali quotidiane. Dopo la malolattica, il vino riposa per cinque anni in botti grandi da 30 a 50 hl, e affina poi in bottiglia per almeno un anno. Nessuna filtrazione, nessuna chiarifica.
Il vino
Al naso si apre con note ampie e profonde: frutti scuri maturi, spezie orientali, viola appassita, corteccia e sottobosco, ma anche accenni balsamici, liquirizia, tè nero, cenere vulcanica. In bocca è potente ma scolpito, con tannini fitti e ben integrati, un'acidità viva e un finale lungo e vibrante, che lascia il segno.
Abbinamenti consigliati
Perfetto con piatti piemontesi strutturati: brasato al Barolo, lepre in civet, tajarin al ragù di funghi, ma anche con formaggi stagionati a crosta lavata o pecorini evoluti. Richiede tempo e rispetto, come un grande classico.
Potenziale evolutivo
Ha stoffa e struttura per superare i 20 anni di invecchiamento. Oggi è già leggibile, ma darà il meglio tra il 2030 e il 2040, quando l’anima del cru emergerà con tutta la sua eleganza austera.
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