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Storia dell’azienda
Arianna Occhipinti ha fondato la sua azienda vitivinicola nel 2004 a soli 21 anni, iniziando con un ettaro di vigneto nella contrada Fossa di Lupo, nel territorio di Vittoria (Ragusa). Nipote di Giusto Occhipinti (fondatore di COS), Arianna è tornata in Sicilia dopo gli studi in enologia a Milano con l’obiettivo di produrre vini di qualità nella sua terra d’origine.
Negli anni l’azienda è cresciuta fino a circa 30 ettari vitati, estesi anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca, Pettineo e altre zone lungo la SP68 . La crescita è avvenuta mantenendo uno spirito artigianale e un forte legame con il territorio di Vittoria.
Filosofia produttiva
Arianna Occhipinti è una figura di riferimento del movimento del vino naturale in Italia. Lavora in agricoltura biologica certificata e applica principi biodinamici in vigna, evitando diserbanti e chimica di sintesi. La sua filosofia si basa sul rispetto della natura e dell’ecosistema vigneto: pratica l’inerbimento spontaneo e il sovescio con leguminose e altre essenze per arricchire il suolo. In cantina asseconda la materia prima con fermentazioni spontanee da lieviti indigeni e interventi minimi.
Occhipinti è convinta che il vino debba esprimere il territorio e le singole parcelle (“vini di contrada”), puntando all’equilibrio naturale e rifiutando standardizzazioni industriali. Non pratica irrigazione (per spingere le viti ad adattarsi al clima siciliano) e adotta forme di allevamento ad alberello tradizionale con selezione massale delle piante, recuperando pratiche antiche. Il risultato sono vini sinceri, sani e territoriali, che riflettono appieno il microclima e i suoli di Vittoria.
Vitigni coltivati
L’azienda coltiva esclusivamente varietà autoctone siciliane. I vitigni a bacca rossa principali sono il Nero d’Avola e il Frappato, uve tipiche dell’area di Vittoria. Tra le uve a bacca bianca spiccano antiche varietà locali come Zibibbo (Moscato d’Alessandria), Albanello e anche il Grillo, quest’ultimo coltivato in un vigneto sull’altopiano dei Monti Iblei a circa 500 m s.l.m. per ottenere vini bianchi più austeri. Arianna ha voluto recuperare questi vitigni storici (oggi rari in zona) per valorizzare il patrimonio ampelografico ibleo. Tutte le vigne sono allevate ad alberello o cordone speronato basso, nel rispetto della tradizione locale, e presentano un’età media delle piante spesso elevata (molti filari hanno oltre 30-40 anni).
Zone di produzione
L’azienda si trova nel comprensorio di Vittoria, nella Sicilia sud-orientale. Le vigne sono distribuite in varie contrade (Fossa di Lupo, Bombolieri, Pettineo, Bastonaca, Santa Margherita, ecc.) tra le province di Ragusa e Caltanissetta, in un territorio pianeggiante-collinare caratterizzato da suoli di sabbie rosse su base calcarea e clima caldo-arido mitigato dai venti. La zona rientra nella DOCG Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG siciliana, nota per il rosso fragrante ottenuto da Frappato e Nero d’Avola. Arianna produce infatti un Cerasuolo di Vittoria Classico dalle uve delle sue vigne storiche. La SP68 citata nelle etichette aziendali è la strada provinciale che collega Vittoria ad Acate: un’antica via del vino percorsa da generazioni di contadini, simbolo del legame tra i suoi vini e il territorio.
Vini o prodotti più rappresentativi
Tra i vini simbolo di Arianna Occhipinti spicca il “SP68” Rosso e Bianco: etichette ispirate all’antica strada del vino SP68 che attraversa le campagne di Vittoria. SP68 Rosso (Terre Siciliane IGT) è un vino fresco e agile ottenuto da Frappato e Nero d’Avola, caratterizzato da profumi di piccoli frutti rossi e spezie, e da un gusto succoso e piacevolmente tannico. Lo SP68 Bianco (IGT) è invece un blend di Moscato di Alessandria (Zibibbo) e Albanello, fermentato con circa 15 giorni di macerazione sulle bucce: un bianco dal carattere aromatico, con note di agrumi, erbe e mandorla.
Altri vini rappresentativi sono “Il Frappato”, rosso in purezza di grande finezza floreale, e “Siccagno”, Nero d’Avola in purezza più strutturato e complesso. Il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG “Grotte Alte” è il vino di punta: nasce dalle migliori parcelle di Frappato e Nero d’Avola, affinato per lungo tempo, offrendo un equilibrio tra frutto, freschezza e spezie mediterranee. Arianna ha anche introdotto vini di singola vigna (Contrada Bombolieri, Fossa di Lupo, Pettineo ecc.) per esaltare le micro-differenze del terroir. Completa la gamma un olio extravergine d’oliva biologico prodotto dagli uliveti aziendali, testimonianza della biodiversità coltivata in azienda.
Premi e riconoscimenti
Nonostante la giovane età, Arianna Occhipinti ha ottenuto ampi riconoscimenti sulla scena enologica.
Le sue etichette compaiono regolarmente sulle principali guide: ad esempio il suo SP68 Rosso ha ottenuto più volte i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e il vino “Il Frappato” 2019 è stato premiato con i Cinque Grappoli (massimo riconoscimento) nella guida AIS-Bibenda 2022.
Riviste internazionali e critici di fama (es. Wine Spectator, The New York Times, Decanter) l’hanno citata tra le personalità più influenti del vino naturale. Nel 2021 Occhipinti è stata inclusa dal Corriere della Sera tra le 7 donne iconiche del vino italiano contemporaneo. Oggi l’azienda esporta in oltre 50 paesi, segno di un successo globale. La sua filosofia produttiva è stata d’ispirazione per molti giovani vignaioli del Sud Italia, e Arianna viene spesso invitata come relatrice su temi di sostenibilità e agricoltura biologica.
Curiosità
Un aneddoto interessante riguarda il nome “SP68”: esso deriva dalla Strada Provinciale 68, considerata la più antica “strada del vino” siciliana, percorsa già ai tempi dei Greci per collegare le città di Gela e Kamarina passando per le campagne del Cerasuolo. Arianna ha scelto questo nome per i suoi vini giovani in omaggio a quella tradizione contadina.
Essere una giovane donna vignaiola nel sud Italia l’ha resa una figura carismatica: la sua storia di coraggio nel tornare in Sicilia per fare vino è stata raccontata in interviste e documentari, rafforzando l’immagine autentica del brand. In cantina,
Occhipinti conserva alcune bottiglie di ogni annata sin dal 2004 per osservare l’evoluzione dei vini negli anni – un segno di cura e lungimiranza.